martes, 3 de noviembre de 2015

Lucio Ángel Vallejo Balda. Comunicado Original de la Santa Sede sobre su arresto. El prelado de la Sociedad Sacerdotal de la Santa Cruz podría haber traicionado gravemente la confianza del papa.



La organización de un selecto bufé-eucaristía en el que se daba de comulgar con vasos de cátering en una privilegiada terraza, marcó el inicio de su declive en la Santa Sede.

El que fuera párroco durante años de numerosos pueblos de La Cepeda y ecónomo de la diócesis de Astorga ha sido arrestado este pasado fin de semana por la gendarmería vaticana. El prelado riojano Lucio Ángel Vallejo Balda, miembro de la organización Opus Dei, podría estar implicado directamente en el robo y la divulgación de documentos reservados.


Lucio y Francesco.

Así, como consecuencia de las investigaciones realizadas por la Gendarmería del Vaticano durante varios meses Lucio Ángel Vallejo y la seglar de 32 años Francesca Inmacolata Chaouqui fueron llamados a declarar el pasado fin de semana por ese asunto, y tras ello, se produjo la detención de ambos. Con posterioridad, la doctora Francesca Inmacolata fue puesta en libertad.

Según ha trascendido en las últimas horas, las informaciones reservadas podrían haberse vendido a algunos periodistas e incluso, podrían existir grabaciones del papa Francisco. Todo indica que estamos ante el fin de la carrera prometedora del ex-ecónomo asturicense que fue ordenado por el obispo de Astorga Briva Miravent en 1987, y que al poco tiempo, fue designado por éste como ecónomo de la diócesis. El padre Ángel dio comienzo entonces a una ambiciosa carrera que lo catapultó desde La Cepeda hasta el Vaticano gracias a la recomendación definitiva de Rouco Varela en el año 2011. Pero la rutilante estrella del prelado de la Sociedad Sacerdotal de la Santa Cruz -asociación de presbíteros intrínsecamente unida al Opus Dei- empezó a oscurecerse desde el pasado 2014, y este fin de semana, se ha terminado por desintegrar como un astro fugaz.


Lucio y Francesca.

                                             COMUNICADO ORIGINAL DE LA SANTA SEDE

Nel quadro di indagini di polizia giudiziaria svolte dalla Gendarmeria vaticana ed avviate da alcuni mesi a proposito di sottrazione e divulgazione di notizie e documenti riservati, sabato e domenica scorsi sono state convocate due persone per essere interrogate sulla base degli elementi raccolti e delle evidenze raggiunte.

Si tratta di un ecclesiastico, Mons. Lucio Angel Vallejo Balda, e della Dott.ssa Francesca Chaouqui, che in passato erano stati rispettivamente segretario e membro della COSEA (Commissione referente di studio e indirizzo sull’Organizzazione delle Strutture Economico-Amministrative della Santa Sede, istituita dal Papa nel luglio 2013 e successivamente sciolta dopo il compimento del suo mandato).

In seguito alle risultanze degli interrogatori queste due persone sono state trattenute in stato di arresto in vista del proseguimento delle indagini.

Nella giornata odierna l’Ufficio del Promotore di Giustizia, nelle persone del prof. Avv. Gian Piero Milano, Promotore di Giustizia, e prof. Avv. Roberto Zannotti, Promotore di Giustizia aggiunto, ha convalidato l’arresto dei predetti, provvedendo a rimettere in stato di libertà la Dott.ssa Chaouqui, nei confronti della quale non sono più state ravvisate esigenze cautelari, anche a motivo della sua collaborazione alle indagini.

La posizione di Mons. Vallejo Balda rimane al vaglio dell’Ufficio del Promotore di Giustizia.

Si deve ricordare che la divulgazione di notizie e documenti riservati è un reato previsto dalla Legge n. IX dello Stato della Città del Vaticano (13 luglio 2013) art. 10 (art. 116 bis c.p.).

Quanto ai libri annunciati per i prossimi giorni va detto chiaramente che anche questa volta, come già in passato, sono frutto di un grave tradimento della fiducia accordata dal Papa e, per quanto riguarda gli autori, di una operazione per trarre vantaggio da un atto gravemente illecito di consegna di documentazione riservata, operazione i cui risvolti giuridici ed eventualmente penali sono oggetto di riflessione da parte dell’Ufficio del Promotore in vista di eventuali ulteriori provvedimenti, ricorrendo, se del caso, alla cooperazione internazionale.
 
Pubblicazioni di questo genere non concorrono in alcun modo a stabilire chiarezza e verità, ma piuttosto a generare confusione e interpretazioni parziali e tendenziose. Bisogna assolutamente evitare l’equivoco di pensare che ciò sia un modo per aiutare la missione del Papa.

  

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